sabato 16 maggio 2015

Pasta Madre: considerazioni generali



Sono mesi che utilizzo la pasta madre, e ho deciso di scrivere un piccolo promemoria.
La pasta madre me l'ha regalata mia cognata Pina, ed è stato uno dei regali più belli che potessi ricevere. E' impegnativa da usare, soprattutto se non si è abituati a panificare in casa, ci vuole tempo, costanza e pazienza. Riporto di seguito qualche considerazione generale.

  • PASTA MADRE VS LIEVITO DI BIRRA. La prima cosa che mi viene in mente relativamente a queste tipologie di lievito è: si va avanti per poi tornare indietro. Questa frase me la disse un viticultore mentre mi raccontava come negli anni 80 gli enologi spingessero un metodo coltivazione della vite, con l'uso di fertilizzanti e trattamenti sostenendo che era il modo migliore per fare il vino, per poi tornare dopo vent'anni a dirgli che era meglio come si faceva prima. C'è questo ritorno all'antico anche nella cucina, credo che sia una questione di mode che vanno e che vengono, ma rimane il fatto che oggi giorno se non usi la pasta madre non sei nessuno (certo come no!). Il poverino lievitino di birra ormai è considerato roba di secoda scelta, anche se fino a ieri ci aveva resi felici, oggi non va più. Ci siamo stufati. Ma che differenza c'è tra il lievito madre e il lievito di birra? Per chi conosce un minimo di enologia, il concetto è semplice, la differenza è la stessa che c'è tra un lievito naturale, autoctono (che anche nel mondo del vino adesso vanno tanto di moda) e uno lievito selezionato. Il lievito di birra non è altro che uno lievito selezionato, non è brutto, non fa male, è solo fatto da un ceppo di lieviti selezionati tra tutti gli altri per panificare meglio, in modo più efficiente. Nella pasta madre, sono presenti tanti lieviti diversi, inseme ai batteri lattici, per cui avremo una fermentazione fatta da tanti tipi diversi di microorganismi che lavoreranno in modo diverso per produrre aria nel nostro impasto. Dal punto di vista della fermentazione è meno prestante, ma è in grado di dare prodotti più profumati e gustosi.
  • IL TEMPO. Qualche anno fa sono stata in scozia, (è stato un viaggio meraviglioso), tra le altre cose ho fatto visita a diverse distillerie di whisky. Una cosa che mi è rimasta impressa è che loro consideravano il tempo un ingrediente fondamentale. Anche nel pane è così. Il tempo è fondamentale, che sia tanto o poco cambierà completamente il prodotto finale. Bisogna avere pazienza. Il tempo è qualcosa di prezioso che diamo alla nostra preparazione ma che diamo anche a noi stessi nel fare una cosa antica, speciale e perchè no anche rilassante. Durante la fermentazione, nel pane (come nel vino), si sviluppano aromi e sentori, più avverrà lentamente, più il nostro prodotto sarà ricco di profumi e di sapore.  
  •  LA TEMPERATURA. La temperatura di lievitazione è molto importante, se fa troppo freddo l'impasto fa fatica a crescere e ci vogliono molte più ore. Siamo abituati alle lievitazioni veloci che otteniamo con il lievito di birra, ma con la pasta madre è tutta un'altra storia. I tempi sono lunghissimi. In inverno è consigliabile sfruttare la vicinanza di termosifoni o altre fonti di calore ed evitare di tenere gli impasti a contatto con strofinacci bagnati. Io ero abituata a coprire la pasta con strofinacci bagnati per evitare che si formasse la crosticina in superficie, con il lievito di birra non ho mai avuto problemi, ma con la pasta madre ho notato molta differenza, ora la copro con la pellicola e spesso la metto a lievitare nel forno (se fa particolarmente freddo la lascio con la lucina accesa).
  • IL PIACERE. La pasta madre da grandissime soddisfazioni, vedere gli impasti che crescono sembra quasi una "magia" ma bisogna farlo con il piacere di farlo, perchè l'impegno è grande. Bisogna essere costanti, e avere tempo da dedicarci. Anche solo per quanto si sporca la cucina quando si lavora con la farina. In alre parole non deve essere vissuto come un obbligo o un peso anche perchè le cose fatte senza amore per quel che si fa, difficilmente vengono bene.
  • IL SAPORE. I lievitati ottenuti con la pasta madre sono più saporiti e hanno anche un maggiore profumo. Non c'è lievito di birra che tenga!
  • LA CONSERVABILITA'. i prodotti ottenuti con la pasta madre hanno una conservabilità molto più lunga rispetto a quelli ottenuti con altri lieviti, potrete gustare un pane morbido per tutta una settimana!
  • IL PROPRIO GUSTO. Ognuno deve trovare la sua strada con la pasta madre, nel senso che ognuno deve capire con la propria esperienza quanta usarne, come dosare gli ingredienti e i tempi di lievitazione. Ci sono persone che preferiscono il pane più compatto e persone che lo preferiscono più areato. 
  • GLI INGREDIENTI. La qualità della farina è determinante, non solo la tipologia che può essere più o meno adatta alla lievitazione ma anche la freschezza. La farina vecchia è meglio non impiegarla in queste preparazioni.
  • PILLOLE TECNICHE: 
    • In qualunque lievitato i grassi i il sale vanno aggiunti solo quando l'impasto è già formato; 
    • una farina "forte" ricca di glutine è più adatta alla lievitazioni, farine integrali di cereali diversi come ad esempio segale, grano saraceno, kamut tenderanno a dare prodotti più compatti.
    • se si usano farine integrali è meglio utilizziare il metodo dell'idrolisi, ovvero idratarle con l'acqua qualche ora prima di impastare il pane. In questo caso è meglio rinfrescare la pasta madre che vogliamo usare, con la stessa farina che useremo durante la preparazione, se è possibile anche per due rinfreschi.
    • più la temperatura del forno sarà elevata più avremo una crosta croccante e un pane morbido all'interno, con una temperatura più bassa il prodotto avrà una cottura più uniforme. 

Spero di esservi stata utile.
alla prossima!

Clara

mercoledì 22 aprile 2015

cioccolato in polvere per latte senza zucchero


Non ho mai usato il nesquik perchè da quando ho memoria ho sembre bevuto il caffè latte. Ne ho bevuto tanto, tantissimo... ma il tempo passa e io non sono più una giovane spensierata che può trangugiare quello che vuole senza interessarsi minimamente delle conseguenze. In sintesi devo bere meno latte e devo limitare i caffè. sigh! So che ci sono appassionati di latti vegetali ma per quanto mi riguarda non sono un gran che, almeno quelli che ho provato fin'ora, così mi sono messa alla ricerca di qualcosa per "camuffarli"; girando su youtube ho visto sul canale di Mauro e Antonio (55winston55) una ricetta per riprodurre il nesquick in casa e mi è sembrata un'ottima idea... unica variante ho tolto lo zucchero. Avrei potuto usare il cacao in polvere e basta ma devo ammettere che con questa ricettina è meglio! E' banale ma io non ci avevo mai pensato. Se volete fare la variante zuccherata aggiungete dello zucchero a velo in ugale quantità rispetto al cacao.



Ingredienti:
125 grammi di cacao in polvere di buona qualità
1/2 cucchino di amido di riso (non usate altri tipi di amido perchè avrebbero bisogno di temperature più alte, se non lo avete non mettetelo)
1/2 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere (oppure una bacca di vaniglia)
50 grammi di cioccolato fondente grattuggiato (io ho usato del cioccolato senza zucchero).

Procedimento:
Con un frullatore a immersione frullare il cacao e la vaniglia con l'amido, in questo modo si mischieranno bene.
Aggiungete il cioccolato tritato e frullare ancora per 2 secondi, non bisogna frullare il cioccolato per troppo tendo perchè scaldandosi rischierebbe di sciogliersi.
Semplicissimo da fare e sicuramente meglio di quello comprato, l'hanno gradito tanto anche le mie nipotine, Annie e Isabelle!

Ringrazio Mauro e Antonio  per questa e per altre loro ricette che ho provato negli ultimi mesi, tutte ottime e spiegate molto bene. Se volete vedere il loro video, lo trovate qui.

Al prossimo post!

sabato 21 marzo 2015

Muffin intergrali mela e cannella, senza zucchero e senza grassi aggiunti


Un altro dolcetto "salutare"...  i muffin mi sono sempre a piaciuti, a colazione li adoro, questi non hanno grassi e  sono buoni! Ho usato una pate di farina integrale e una parte di farina 0, ho fatto delle prove e questo è il mix di farine che preferisco per questo dolce. La ricetta è semplice e vi garantisce ottimi "inizi di giornata"!


Ingredienti per 12 muffin:

100 grammi di farina di farro integrale
80 grammi di farina di frumento 0
100 grammi di farina di mandorle
150 grammi di malto d'orzo (potete sostiurlo con lo zucchero)
2 uova
1 bustina d lievito per dolci
250 grammi di ricotta
100 grammi di latte
2 mele
2 cucchiaini di cannella
il succo di un limone

Procedimento:

Ho lavato le mele, le ho pulite, le ho tagliate a pezzettini e ci ho versato sopra il succo del limone.
Ho unito le farine (integrale, bianca e di mandorle) e il lievito mescolando tutto insieme.
In un'altra ciotola ho messo le uova e il malto e ho sbattuto bene con una frusta, ho aggiunto la ricotta, il latte e la cannella e ho mescolato bene.
Ho aggiunto le polveri al composto di uova, latte (e via dicendo) e ho lavorato il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. infine ho aggiunto le mele, dato un'ultima mescolata e riempito i pirottini.
Ho cotto i muffin nel forno pre riscaldato ventilato a 180° per 20 minuti.

Sani e buoni.


Grazie per essere passati di qui.... al prossimo post!

domenica 15 marzo 2015

Bavarese ananas e cocco


Nella sua semplicità questo dolce è buono, ha pochissime calorie e si prepara in 5 minuti. Ci vuole l'agar agar, l'ingrediente magico che trasfama in budino qualunque cosa e che per altro ha molte proprietà benefiche, ormai nella mi cucina è un Evergreeeeeen (fa molto Carla Gozzi).
La gelatina di anans con la colla di pesce non si può fare, lo so per esperienza, in passato ho provato per ben 2 volte prima di leggere sulla confezione che con l'anans non viene. Io le istruzioni non le leggo mai... accidenti a me!

Ingredienti per 8 porzioni:

500 grammi di ananas pulito tagliato a pezzi
300 grammi di acqua di cocco
300 grammi di latte di riso e cocco
6 grammi di agar agar


scagliette di cocco per decorare (facoltative)


Procedimento:

Ho frullato l'anans e l'ho tenuto da parte.
Ho messo il latte e l'acqua di cocco in un pentolino sul fuoco e quando hanno raggiunto il bollore ho aggiunto l'agar agar e ho lasciato cuocere per 5 minuti.
Ho spento il fuoco e aggiunto l'anans mescolando bene.
Ho bagnato con dell'acqua gli stampini e li ho riempiti con il composto.
Li ho messi in frigorifero e trascorse 5 ore ho assaggiato la bavarese.

Ero abbastabza curiosa perchè è una ricetta che mi sono inventata di sana pianta, e' semplice e leggera ma al tempo stesso è perfetta a fine pasto. E' buona da sola, ma sta molto bene anche accompagnata con delle fragole fresche.



grazie per essere passati di qui, al prossimo post!

Clara

venerdì 13 marzo 2015

Panini per hamburger ai semi con la pasta madre

La prima volta che mio Papà si è trovato a mangiare al Mc Donalds è rimasto sconvolto, soprattutto dal pane, bisogna tener conto del fatto che per lui anche un pasto in mensa rappresenta un trauma. Anche io non amo il pane degli Hamburger lo trovo molliccio dolciastro... meglio farselo da se.
Non ho usato latte ma ho aggiunto alla ricetta tradizionale i semi. Ultimamanete sono la mia ossessione, li metto praticamente ovunque.
Se non avete la pasta madre potete usare il lievito di birra, riducendo le quantità indicate sulla confezione: 25 grammi per mezzo kg di farina è davvero una dose esagerata (la dose che generalmente consigliano), aggiungendo il tempo agli ingredienti della vostra ricetta, otterrete un prodotto infinitamente migliore usando pochissimo lievito (io vi consiglio 4-6 grammi).
Per quanto riguarda i tempi di lievitazione, molto dipende dalla temperatura, in inverno il clima non ci aiuta, io di solito metto i composti vicino al termosifone o dentro il forno spento. In inverno non consiglio di coprire gli impasti con stracci umidi (per evitare la fastidiosa crosticina), proprio perchè mi sono resa conto che con il freddo, la lievitazione rallenta tanto e di tempo già ne dobbiamo mettere in conto per i lievitati senza bisogno di complicarci ulteriormente la vita; se non fa molto caldo meglio usare la pellicola trasparente.


 Ingredienti per 10 panini:

500 grammi di farina macinata a pietra (potete usare la farina normale)
250 grammi di acqua
60 grammi di olio extra vergine di oliva
20 graami di malto d'orzo (potete sostituirlo con lo zucchero)
130 grammi di pasta madre 
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di semi di lino
1 cucchiaino di semi di sesamo
1 cucchiaio di semi di zucca

Pee la finitura:
tuorlo d'uovo, un cucchiaio di latte, semi di sesamo e due cucchiai di olio extra vergine di oliva.

Procedimento:

Ho messo nella planetaria, la farina, la pasta madre e il malto e ho iniziato a impastare vesando l'acqua poco per volta; una volta che l'acqua è stata incorporata dall'impasto ho aggiunto l'olio e il sale.
Negli impasti lievitati è consigliabile aggiungere i grassi e il sale solo una volta che l'impasto è già formato pechè non vanno molto d'accordo con il lievito. Infine ho aggiunto i semi.

Quando l'impasto è risultato liscio l'ho messo in una terrina coprendolo con la pellicola trasparente e l'ho lasciato lievitare per circa sei ore fin che non è raddoppiato di volume. Trascorso questo tempo ho preso l'impasto, l'ho diviso in 10, e con le mani ho formato i panini posandoli su una teglia ben distanziati. Li ho spennellati con dell'olio e li ho coperti con la pellicola trasparente per farli lievitare ulteriormente.
Dopo circa 4 ore i panini erano raddoppiati, ho sbattuto il tuorlo d'uovo con il latte e li ho spennelati ricoprendeli con un pizzico di semi di sesamo.

Ho cotto i panini nel forno già caldo a 220 gradi per 5 minuti, dopo di che ho abbassato il forno a 190 gradi e li ho cotti per ulteriori 15 minuti (20 minuti di cottura in tutto).

I panini possono essere congelati, sono ottimi, niente a che vedere con quelli comprati!









domenica 8 marzo 2015

Budino al cioccolato, caffè e mandorla, non ci facciamo mancare niente... tranne che lo zucchero!

Il budino è uno dei dessert più facili e veloci da fare, anche senza le bustine di preparato.

Volevo un budino che avesse poco latte vaccino, per quanto io adori il latte vaccino sto cercando di ridurlo, volevo un dessert che potessi mangiare (senza zucchero) e che sapesse di caffè. Quando vuoi tutte queste cose insieme in un dolce, non ti resta altro che fartelo! Questa ricetta non è dietetica, non ha lo zucchero ma ha il malto, il latte, il cioccolato, ma è sicuramente una ricetta sana, che fa bene, se non altro all'umore!
Ho usato l'agar agar, avrei potuto usare la colla di pesce ma preferisco l'agar agar, pare che faccia molto bene, in ogni caso potete sostituirla con la colla di pesce, 4 fogli (8 grammi) andranno benissimo.



Ingredienti:

500 grammi di latte di mandorla non zuccherato
250 grammi di latte fresco intero
100 grammi di cioccolato fondente senza zucchero
2 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai rasi di caffè solubile
4 cucchiai di malto d'orzo
1 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere
4 grammi di agar agar (un chucchiaino)
mandorle in scaglie per decorare

Procedimento:

Ho unito i due tipi di latte e li ho messi sul fuoco.
Nel frattempo ho spezzettettato il cioccolato e l'ho fatto sciogliere nel microonde (alla massima temperatura) girandolo ogni 30 secondi.
Ho aggiuto al cioccolato fuso, la vaniglia, il malto d'orzo e il caffè.
Quando il latte ha raggiunto il bollore, ho unito il composto, mescolando con una frusta mantenedo la pentola sul fuoco.
Ho aggiunto anche il cacao e l'agar agar mescolando bene e ho lasciato cuocere per 5 minuti continuando a girare con la frusta.
Ho versato il budino negli stampini e li ho messi in frigorifero per 6 ore prima di servirli.

Ho servito il budino decorandolo con delle mandorle in scaglie.

Grazie per essere passati di qui!
a presto

Clara

lunedì 2 marzo 2015

Vellutata di cavolo viola

Qualche settimana fa a pranzo in un locale del centro ho assaggiato questa vellutata: amore a prima vista, o forse dovrei dire al primo cucchiaio.

Di solito cucino i cavoli che coltiva mio papà Bepi e purtroppo non sono mai viola.... Volevo rifare questo piatto e così sono andata al mercato dei contadini di Porta Palazzo e ho comprato un cavolo vilola. Molto fashon! Basta un pezzettino di cavolo per colorare qualunque piatto, per una settimana in casa mia era tutto viola, paste, polpette... una meraviglia.
Trovo che i cavoli siano bellissimi e soprattutto fanno bene!

Esteticamente stupendo!


Solitamente in questa ricetta sono previste le patate, io non volevo usarle e non volevo nemmeno addensare il tutto con burro e farina come ci insegna la cucina tradizionale, volevo restare leggera e così ho pensato di usare la farina di ceci, che per quanto mi riguarda, non delude mai!

Ingredienti per 4/6 porzioni:

1 chilo di cavolo viola tagliato a pezzi,
1,5 litri di brodo vegetale
1 cipolla 
3 cucchiai di farina di ceci
6 cucchiai di  Parmigiano Reggiano grattuggiato
sale pepe e noce moscata
6 cucchiai di Olio Extra Vergine di Oliva 

Procedimento:

Ho messo in una pentola, il brodo, la cipolla pulita e tagliata a pezzi e il cavolo.
Ho messo la pentola sul fuoco (coprendola con un coperchio).
Ho lasciato cuocere per circa 30 minuti da quando ha raggiunto il bollore.
Ho aggiunto il sale, il pepe, la noce moscata e la farina di ceci e ho passato il tutto con il minipimer.
Ho lasciato cuocere la vellutata ancora una decina di minuti.
Ho aggiunto  l'olio e il parmigiano e impiattato.
E' ottima accompagnata con dei crostini, ma anche da sola fa la sua figura!

Leggera, veloce da preparare, economica, buona e salutare. Non vedo l'ora di rifarla!



Grazie per essere passati di qui!
a presto

Clara