Visualizzazione post con etichetta VINI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VINI. Mostra tutti i post

lunedì 27 gennaio 2014

Freifa Bragrimus - La Bioca


No non sono ubriaca, anche se mi rendo conto che dal titolo di questo post il dubbio possa venire!
In effetti la prima cosa che ho pensato quando ho preso in mano questa bottiglia, è "perchè un nome così difficile?" 
Trovo molto carina l'idea di dare un nome di fantasia ad un vino che non rientra in un particolare disciplinare, ma questo sinceramente lo trovo troppo difficile da ricordare, oltre che da pronunciare.

Si tratta di un rosato piemontese molto particolare, infatti per produrlo vengono vinificati insieme tre uvaggi: brachetto, grignolino e moscato. Il vino di base ottenuto viene poi unito ad altri due vini vinificati separatamente, freisa e malvasia.
La vendemmia è 2012 e l'alcolicità 12,5°.

Visto il pout-pourri di uve e vini descritti nella retro-etichetta, vi confesso che ero curiosa di assaggiarlo; 

Il colore ricorda la buccia di cipolla con  riflessi ramati; 
I profumi non sono particolarmente intensi e ricordano la frutta rossa,  vista la presenza di uve brachetto e moscato mi aspettavo un'intensità e un'aromaticità che invece in questo vino non sono presenti; In bocca è piacevolmente fresco e abbastanza persistente, una volta deglutito ritornano le note fruttate ed emerge il sentore di lampone. Il retrogusto è leggermente amarognolo.
Un vino discreto, da bere senza pretese ma che può essere piacevole, specialmente come aperitivo.


NOTA: Quanto scritto è frutto delle mie personali opinioni e non sono pagata da nessuno per parlare bene o male di un prodotto. Il giudizio non è riferito alla Cantina in generale ma alla singola bottiglia degustata. Il vino è materia ”Viva” e il suo contenuto può variare da una bottiglia all’altra (nonostante possano sembrare identiche) per motivi non imputabili al produttore. 

martedì 13 agosto 2013

Vallée d'Aoste Chardonnay - Anselmet


Oggi vi parlo un di Vino, ma questo post è anche un po' una scusa per augurarvi buone vacanze, anche se, visto che siamo già ad Agosto inoltrato penso che molti di voi saranno già sotto il sole!

In val d'Aosta ho passato la maggior parte delle mie vacanze estive e quindi oggi sono perfettamente in tema! 
In generale penso che la Valle d'Aosta sia una terra di grandi vini, nonostante tutte le difficoltà che ci sono nel coltivare la vite in un territorio come quello montano, riesce a produrre dei vini straordinari.
Personalmene ritengo che nei vini bianchi riesca ad esprimersi al meglio.

Come potete vedere dalle foto, si tratta di uno Chardonnay elevato in barrique, annata 2011, gradi 14%.
 
Esteticamente la bottiglia mi piace, è semplice ed elegante. La retro-etichetta "racconta" un po' il processo di vinificazione di questo vino, cosa che mi fa sempre molto piacere anche perchè ci aiuta a capire meglio il vino, molto di più delle solite note degustative o degli abbinamenti consigliati, spesso poco condivisibili, che solitamente vengono scritti.

Il vino si presenta di un bel giallo paglierino, limpido e trasparente. I profumi sono intensi, prevale la frutta ma ci sono anche piacevoli note speziate, segno di uso sapiente del legno, che eleva il vino senza coprirne le peculiarità. Le note che prevalgono sono il pompelmo, la banana acerba, l'ananas, il tabacco, il pepe, il finale è burroso.
In bocca il vino ha un buon corpo, una buona struttura e una buona acidità, sempre piacevole in un vino bianco, è sapido e molto persistente. Il buon equilibrio tra tutte le sensazioni che ci regala, lo rende un vino molto elegante ed estremamanete piacevole da bere.

La buona struttura di questo vino permette di abbinarlo anche a piatti di media intensità, a base di formaggi o di carni bianche. Io l'ho bevuto con il pollo alla lavanda, e non era per niente male!!!

Grazie per aver letto fin qui e Buone vacanze a tutti. :)



NOTA: Quanto scritto è frutto delle mie personali opinioni e non sono pagata da nessuno per parlare bene o male di un prodotto. Il giudizio non è riferito alla Cantina in generale ma alla singola bottiglia degustata. Il vino è materia”Viva” e il suo contenuto può variare da una bottiglia all’altra (nonostante possano sembrare identiche) per motivi non imputabili al produttore. 

lunedì 3 giugno 2013

una giornata in Franciacorta



Tra tutti i metodi di vinificazione, il metodo champenoise, è sicuramente il più interessante, non tanto per la sua complessità, e forse nemmeno per il fatto di essere il metodo con cui nasce il vino più celebre nel mondo: lo champagne; Io credo che il metodo champenoise sia così affascinante perchè tra tutti è il più romantico. Dopo la prima fase di vinificazione il vino viene imbottigliato per essere poi sottoposto a un processo di rifermentazione. Le cantine che producono spumanti di questo tipo sono le più suggestive, perchè accolgono le bottiglie nel quale riposa il vino nel processo di rifermentazione.

In italia non abbiamo la Champagne, ma abbiamo molte altre regioni vitivinicole in grado di produrre degli ottimi spumanti con lo stesso metodo di vinificazione: il metodo classico.
Ma in questo post non voglio dilungarmi parlando della spumantizzazione ma voglio raccontarvi la mia giornata in Franciacorta, qulla terra così speciale (che si trova grossomodo tra Brescia e il lago d'Iseo) da essere diventata la più famosa area di produzione di spumanti Metodo Classico in Italia.


In questa giornata trascorsa tra cari amici e ottimo vino ho avuto l'occasione di visitare due cantine: Barone Pizzini e Contadi Castaldi.
Barone Pizzini è un'azienda storica ma anche moderna, infatti è stata la prima in Franciacorta a produrre spumanti biologici. Il rispetto per l'ambiente è sottolineato in ogni cosa, dall'architettura ecosostebibile degli edifici, alle erbe spontanee che crescono nei vigneti.
I locali sono caratterizzati dalla modernità ma nel contempo hanno tutto il fascino della cantina.
Dopo la visita ho avuto il piacere di assaggiare i sei spumanti prodotti: 
  • Brut Franciacorta - 90% Chardonnay, 10% Pinot nero - maturazione: 6 mesi in vasche di Inox e 24 mesi di riposo sugli lieviti.
  • Extra brut Franciacorta  - 95% Chardonnay, 5% Pinot nero - maturazione: 6 mesi in vasche di Inox e 24 mesi di riposo sugli lieviti
  • Saten Franciacorta -  100% Chardonnay - maturazione: 6 mesi in vasche di Inox e barrique e 30 mesi di riposo sugli lieviti.
  • Nature Franciacorta  - 70% Chardonnay, 30% Pinot nero - maturazione: 6 mesi in vasche di Inox e 30 mesi di riposo sugli lieviti.
  • Rosè Franciacorta - 100%  Pinot nero - maturazione: 6 mesi in vasche di Inox e barrique e 30 mesi di riposo sugli lieviti.
  • Bagnadore Pas Dosè riserva  Franciacorta - 50% Chardonnay, 50% Pinot nero - maturazione: 6 mesi in vasche di Inox  + 6 mesi in barrique e 60 mesi di riposo sugli lieviti.





La cantina Contadi e Castadli ha una storia decisamente più recente ma non per questo meno interessante e il carisma della persona che ha guidato la visita l'ha resa unica.
Mi è capitato spesso visitando grandi cantine, di ascoltare storielle che sembrano scritte apposta per intrattenere i visitatori, invece questa volta ho avuto l'impressione che ci fosse il desiderio sincero di comunicare, sia il lavoro della cantina, sia la storia di quella terra così unica e speciale!
Dopo la visita è arrivato il momento della parte più divertente e ricreativa: la degustazione.
I vini che hanno offerto sono:
  • Franciacorta Brut - 80%Chardonnay, 10% Pinot nero, 10% Pinot Bianco - maturazione: 7 mesi in vasche di inox e barrique e 20/26 mesi di riposo sugli lieviti.
  • Franciacorta Satèn millesimato- 100% Chardonnay - maturazione 7 mesi in vasche di inox e barrique e 30/36 mesi di riposo sugli lieviti.
  •  Franciacorta Zero millesimato- 50% Chardonnay, 50% Pinot nero- maturazione 7 mesi in vasche di inox e barrique e 36/40 mesi di riposo sugli lieviti.
  •   Franciacorta Rosé millesimato- 20% Chardonnay, 80% Pinot nero- maturazione 7 mesi in vasche di inox e barrique e 40 mesi di riposo sugli lieviti.
  •  Franciacorta Soul Satèn millesimato- 100% Chardonnay - maturazione 7 mesi in vasche di inox e barrique e 60 mesi di riposo sugli lieviti.





E' stata una bellissima giornata, sia dal punto di vista turistico che da quello didattico.

Grazie per essere passati di qui e come sempre... al prossimo post! ;)

martedì 12 febbraio 2013

La Poja – Allegrini



Giovedì scorso ho invitato a cena mio cugino Gianni.

Gianni è di famiglia,  le nostre cene sono assolutamente informali, solitamente si mangia e si beve quello che abbiamo in casa.

Questa volta il frigo era vuoto  e così sono andata a fare la spesa; nel banco della macelleria ho notato una lombata di vitello, o meglio, si è fatta notare lei facendomi l’occhiolino, senza un minimo di pudore. Nemmeno il tempo di accorgermene ed era nelle mie mani … (Evidentemente quella lombata di vitello conosceva bene il marketing).

Alle 19.30 entravo in casa, mi stavo preparando a cucinare le patate arrosto quando Gianni mi telefonò chiedendomi cosa poteva portare da bere, io gli risposi dicendo di non portare nulla, ma lui insistette proponendomi: coca cola, birra, Valpollicella superiore o, un Corvina in purezza. Un corvina in purezza non mi ricordavo di averlo mai assaggiato e quindi scelsi l’ultimo (e ho fatto molto bene!).

Il vino in questione era di Allegrini, uno dei più celebri produttori di Amarone, (infatti l’uva Corvina è utilizzata nella produzione di questo vino), il nome del vino è LA POJA,

L’etichetta del vino non dice molto, si limita alle informazioni essenziali:

-          Prodotto con uva Corvina Veronese in purezza

-          14,5%

-          Annata 2007


Le mie impressioni:

alla vista il vino si presenta di un bel color rosso rubino intenso, limpido e poco trasparente,       

al naso i profumi sono di ottima intensità, finezza ed eleganza, i sentori sono fruttati e speziati, si distinguono la mora, l’amarena sciroppata, il cacao e il pepe. Un bouquet complesso e molto armonico. La presenza dei sentori speziati ci fa capire che il vino ha goduto di una maturazione nel legno, nonostante l’etichetta non ne parli.

In bocca, il vino è di ottima intensità, di buon corpo, di ottima finezza e di ottima persistenza.
La pienezza del gusto fa pensare che la vendemmia sia stata tardiva. Si percepisce una punta di dolcezza e una buona acidità. Il retrogusto leggermente amarognolo ricorda la mandorla senza essere sgraziato.

Concludendo questo vino riesce a coniugare insieme un gran carattere e una grande eleganza, sicuramente una bottiglia molto importante, da accompagnare con piatti  di una certa intensità gustativa, come pietanze a base di carne o formaggi stagionati. 

Grazie per aver letto fin qui, e se qualcuno vi chiede se preferite della coca cola, una birra o un corvina in purezza, scegliete la Poja!!! 



NOTA: Quanto scritto è frutto delle mie personali opinioni e non sono pagata da nessuno per parlare bene o male di un prodotto. Il giudizio non è riferito alla Cantina in generale ma alla singola bottiglia degustata. Il vino è materia”Viva” e il suo contenuto può variare da una bottiglia all’altra (nonostante possano sembrare identiche) per motivi non imputabili al produttore.

martedì 22 gennaio 2013

Cantina Borgogno - Barolo

Sabato scorso con gli amici della Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) siamo andati a visitare la cantina Borgogno a Barolo.

Produttrice di vino dal 1761 Borgogno è una delle cantine più storiche del Piemonte ma a renderla famosa è stato soprattutto il suo Barolo.

Dal 2008 è passata sotto la proprietà di Oscar Farinetti, il suo tocco si distingue particolarmente nel wine shop dedicato alla vendita e alle degustazioni, ma ciò nonostante nell’ambiente si respira ancora un’aria piacevolmente famigliare (anche grazie alla gentilezza della persona che ci ha guidato nella visita).

La cantina si trova nel centro del paese in una bellissima posizione e la mancanza della poesia dei vigneti adiacenti è ampiamente ripagata dalla vista che si gode dalla terrazza panoramica posta sopra la cantina.




I locali sotterranei sono caratterizzati dalla presenza di grandi botti (anche molto vecchie), dalle nicchie scavate nel tufo (nelle quali riposano centinaia e centinaia di bottiglie) ma anche da un tocco più moderno, infatti alcune parti delle pareti della cantina sono state dipinte con colori vivaci e in tutti i locali, da quelli dedicati alla vinificazione a quelli dediti all’imbottigliamento, sono stati esposti dei quadri.


Dopo la visita alla cantina siamo passati alla degustazione e abbiamo assaggiato:

DOLCETTO 2011 13° 
Di colore rosso rubino con riflessi violacei con profumi di frutta rossa tra i quali si distingue la fragola.  In bocca è fresco, di medio corpo e di media persistenza. Dopo averlo deglutito rimane in bocca il sentore della mandorla amara.

BARBERA SUPERIORE 2012 – 13,5°
Di colore rosso rubino intenso quasi porpora con riflessi violacei, all’esame olfattivo emergono profumi intensi di prugna, spezie, cacao e rosa appassita. In bocca emerge un buon corpo e un buon equilibrio e infine dalla via retroolfattiva emergono i sentori di caffè e della mandorla amara. 

NEBBIOLO 2011 15°
Di colore rosso rubino scarico abbastanza trasparente, al naso i profumi sono intensi e caratterizzati principalmente dalla rosa appassita e dai sentori di frutta. In bocca il vino si presenta leggermente sapido, con una buona acidità e tannicità. Chiude una nota amarognola che ci fa pensare ancora una volta alla mandorla amara. Per essere così giovane stupisce che questo nebbiolo sia già così piacevole ma rimane la curiosità di riassaggiarlo tra un anno o due.

BAROLO* 2007 14,5°
Il grande protagonista della giornata non ha deluso le mie aspettative. Di colore rubino carico intenso, con profumi di fiori appassiti, liquirizia e vaniglia. In bocca non è eccessivamente tannico e si sente ancora una piacevole freschezza. Persistente e di gran corpo ed equilibrio, soprattutto se si considera la sua giovane età.

Infine abbiamo concluso con 2 vini chinati: il primo a base di nebbiolo e barbera e il secondo a base di barolo. Nonostante il produttore dichiari che vengono lavorati allo stesso modo nel primo si sentivano di più le spezie mentre nel secondo il vino, anzi il Barolo, comunque sono entrambi molto piacevoli.

 Alcuni scatti della giornata:















Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui! buona giornata e al prossimo post!!!



 *Il produttore ha scelto di mettere in commercio il suo Barolo dopo 5 anni, 3 anni in botti grandi di Slavonia e 2 in bottiglia.


venerdì 11 gennaio 2013

Camilin - Bossotti


A dicembre sono andata con alcuni amici a visitare la cantina Bossotti una piccola cantina a conduzione famigliare a cisterna d’asti, un bellissimo paesino nell’astigiano.


I proprietari sono stati gentilissimi e molto ospitali e dopo averci fatto visitare la cantina hanno organizzato una degustazione dei loro vini accompagnandoli con salumi e formaggi tipici, oltre ad altri stuzzichini preparati dalla signora Bossotti.


Tra i vini che ho assaggiato (Barbera d’Asti, Nebbiolo, Cisterna d’Asti) quello che mi ha colpito maggiormente e di cui ho deciso di parlarvi è il Terre Alfieri bianco.





Il terre alfieri è una DOC piemontese nata qualche anno fa, il disciplinare di produzione stabilisce tra le altre cose: “vitigno Arneis dall’85% al 100%; possono concorrere, congiuntamente o disgiuntamente, uve di altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte nella misura massima del 15 %.” In questo caso viene utilizzato lo chardonnay.





Il vino si chiama CAMILIN*, annata 2011 gradi 13,5.
Nel bicchiere il vino è limpido, trasparente di color giallo paglierino scarico, l’intensità dei profumi è media e emergono note erbacee e fruttate come la salvia, il pompelmo, la mela verde (granny smit) e infine qualche nota di fieno, sentori inusuali per questa tipologia di uvaggi. Il buquet è fine e piacevole.
In bocca il vino l’ho trovato rotondo e caldo abbastanza acido e con una buona persistenza.




  
Riporto il link del disciplinare di produzione:


* L’etichetta riporta quanto segue: “così chiamiamo in famiglia questo vigneto dal nome del precedente proprietario, esposto a est, ottimo per i vini bianchi”



NOTA: Quanto scritto è frutto delle mie personali opinioni e non sono pagata da nessuno per parlare bene o male di un prodotto. Il giudizio non è riferito alla Cantina in generale ma alla singola bottiglia degustata. Il vino è materia”Viva” e il suo contenuto può variare da una bottiglia all’altra (nonostante possano sembrare identiche) per motivi non imputabili al produttore.

martedì 4 dicembre 2012

CHIARAMONTE


Oggi Vi porto in Sicilia per raccontarvi questo nero d’avola: si chiama Chiaromonte ed è prodotto da Firriato. Annata 2008. 14 gradi. Uvaggio: Nero d’avola.

Il nero d’avola è uno dei vitigni a bacca rossa più famosi della Sicilia, se non altro per la grande pubblicità che gli è stata fatta negli ultimi 10 anni.

Trovo che l’etichetta sia molto carina, ma passiamo al contenuto…

Alla vista il vino si presenta di un bel rosso granato intenso, limpido, poco trasparente, ruotandolo nel bicchiere si può notare una notevole densità.

Accostandolo al naso i profumi sono intensi, prevalgono i terziari*, le spezie come il pepe e i chiodi di garofano ma tuttavia si sente ancora qualche nota fruttata di sottobosco (prevalentemente mora e mirtillo) che conferisce al vino una nota fresca e dona all’insieme dei profumi una piacevole finezza. La presenza dei profumi terziari ci fa capire che il vino ha riposato nel legno, anche se in etichetta non viene dichiarato.
Adoro i vini che hanno tratto i benefici del legno senza perdere la nota di freschezza dei profumi secondari!

In bocca il vino è caldo e rotondo, di buona struttura, acido ma in modo non eccessivo, giustamente tannico e leggermente sapido. La presenza del tannino e l’acidità fanno pensare che potesse riposare ancora in bottiglia prima di essere bevuto.

Per quanto riguarda l’abbinamento con il cibo questo vino intenso e strutturato può essere accompagnato da piatti dello stesso “spessore” come pietanze a base di carne rossa oppure con formaggi stagionati.

In conclusione l’ho trovato molto piacevole!


* I profumi del vino si possono distinguere in primari, secondari e terziari:
v      I profumi primari sono i profumi proprio del vitigno, li troviamo nei vini aromatici (come il moscato o il gewürztraminer).
v      I profumi secondari sono i profumi che il vino sviluppa durante la fermentazione (come i sentori di frutta, di fiori etc..)
v      I profumi terziari sono i profumi che il vino acquista nel periodo di affinamento (come i sentori di spezie, di cioccolato di caffè, di cuoio etc..).

giovedì 22 novembre 2012

RELAIS BIANC - BAVA






Domenica mia mamma mi ha regalato 2 funghi porcini ^_^ così ho deciso di fare due tagliatelle… tra i vini bianchi che avevo in casa (non molti a dire la verità) ho scelto di aprire il RELAIS BIANC di Bava,
un sauvignon (100%) piemontese del 2011 di 13°.

Alla vista il vino si è presentato, limpido, trasparente, di un colore paglierino scarico; al naso intenso, persisistente ed elegante, qualità che (a mio giudizio) non sempre è presente in un vino a base unicamente di sauvignon, la nota preponderante era erbacea ma c’erano anche sentori minerali.
Al gusto il vino è rotondo ed equilibrato con un buon corpo e una buona persistenza. Non è un vino particolarmente fresco, considerando che si tratta di un vino bianco me lo sarei aspettato più acido.

In conclusione direi che l’abbinamento è ben riuscito e questo vino mi è piaciuto molto, anche in considerazione del rapporto qualità prezzo, che è davvero ottimo!

Cin Cin!!





NOTA: Quanto scritto è frutto delle mie personali opinioni e non sono pagata da nessuno per parlare bene o male di un prodotto. Il giudizio non è riferito alla Cantina in generale ma alla singola bottiglia degustata. Il vino è materia”Viva” e il suo contenuto può variare da una bottiglia all’altra (nonostante possano sembrare identiche) per motivi non imputabili al produttore.